Il signore e la signora Natale !!! Mr. and Mrs. Claus!!!

Ecco le prime due palline-amigurumi. Sono Babbo e Mamma Natale, e sono due degli 8 schemi di una serie di modelli americani. Sono in lana all’uncinetto incollati a delle vecchie palline, che ho riciclato, come pure le applicazioni.

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Centrino vintage all’uncinetto e Camomilla !!!

 

 

camomilla-fiore1

 

Questo schema per centrino è di circa 30 anni fà, è semplice semplice, non impegna e si può fare delle dimensioni che si desidera. Ne ho fatto anche dei fazzolettini per bomboniere, con un cotone più sottile di questo che vi presento oggi.

Direttamente dagli anni ottanta ecco lo schema:

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Tutorial sardine all’uncinetto !!! (seconda parte)

Passiamo alla spiegazione delle sardine (farne 3 per scatoletta)
SARDINA
Con la lana azzurra  e l’uncinetto n° 2
Non chiudere i giri, ma segnare l’inizio.

1° gr.- lav. 4 m.b. in un cerchio
2° gr.- * 2 m.b. nella stessa m., 1 m.b. in quella successiva* rip. da *a* (6 m.b.)
3° gr.- * 2 m.b. nella stessa m., 1 m.b. in ognuna delle 2 m. seguenti* rip. da *a* (8 m.b.)
4° gr.- * 2 m.b. nella stessa m., 1 m.b. in ognuna delle 3 m. successive*rip. da *a* (10 m.b.)
5° gr.- * 2 m.b. nella stessa m., 1 m.b. in ognuna delle 4 m. seguenti *rip. da *a* (12 m.b.)
6°-15° gr. 1 m.b. in ogni m.b.
Imbottire leggermente

16° gr.- 2 m.b. insieme per 6 v. Tagliare il filo
CODA
1° gr.- in un anello lav. 10 m.b., chiudere con una mezza m.b. (10 m.b.)
2° gr.- 2 m.b. in ogni m.b. (20 m.b.)

Piegare a metà il cerchio  e cucirlo con pochi punti, quindi attaccarlo alla coda del pesciolino

Cucire una sardina sulla scatoletta piccola e inserirne due nella stessa, nella scatoletta grande,invece, ci sono tre sardine. Incollare con la colla a caldo una calamita sul retro.

Le calamite sono completate.

E’ stata una pesca miracolosa 
Oggi è SAN MARTINO rileggendo una pagina di un mio vecchio diario, (quando non avevo il blog, che è il diario virtuale dei tempi moderni)
S. Martino patrono dei cavalieri, dei viaggiatori, dei vignaioli e della monarchia francese (quest’ultima è una curiosità che ci interessa meno), nacque attorno 315 da un tribuno in servizio sul confine orientale dell’Impero Romano, in Pannonia. Morì da vescovo nel 397 l’8 novembre a Candes, le sue spoglie vennero portate via  acqua lungo la Loira a Tours, dove giunsero e furono tumulate l’11 dello stesso mese, giorno scelto dalla Chiesa per ricordare la memoria di questo santo. Secondo il più famoso episodio del racconto agiografico al Santo una notte sarebbe apparso in sogno Gesù avvolto nel mezzo mantello che Martino aveva donato ad un povero, e gli avrebbe sorriso, donde la sua vocazione. Il Santo rinunciò alla sua carriera alle armi e si dedicò a Cristo. L’importanza di San Martino e del suo culto nella vita cristiana è persino documentata nel linguaggio, si dice “fare San Martino” nel significato di traslocare, sgombrare un alloggio, perchè in passato affitti e contratti scadevano di norma attorno al giorno della sua festa. In questo stesso momento dell’anno cade la cosi detta “estate di San Martino”, un breve periodo di giornate belle e calde (anche se fin’ora di giornate fredde non c’è ne sono ancora state!) che succedono ai primi rigori del freddo e del brutto tempo invernale. Nella tradizione popolare sarebbero un dono divino, che vuole ricordare l’esempio di carità dato dal santo nel confortare il povero intirizzito coprendolo con  un pezzo del suo mantello.