Il signore e la signora Natale !!! Mr. and Mrs. Claus!!!

Ecco le prime due palline-amigurumi. Sono Babbo e Mamma Natale, e sono due degli 8 schemi di una serie di modelli americani. Sono in lana all’uncinetto incollati a delle vecchie palline, che ho riciclato, come pure le applicazioni.

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Coroncina di farfalle di carta !!!

E’ un pò arte povera/riciclata perchè ho usato dei ramoscelli secchi, l’involucro di carta bianca ondulata che contiene i biscotti, la scatola di un profumo, e dei vecchi merletti, ma molto vecchi. Tant’è che a ben guardarla questa coroncina starebbe bene nella fatiscente casa di Miss Havisham, non so se conoscete il personaggio del libro di Dickens “Grandi speranze“.

Per le farfalle ho usato questo modello
Beh! certo, mi direte con tutte le big-shot e le fustelle che ci sono in giro, chi si metterebbe a ritagliare a mano... io. Questo è un cartamodello che conservo da quando Michela andava alle elementari.
Ho anche applicato dei fiori di salice.
In latino era detto salix, ma i Romani chiamavano vimen-viminis (vimine) quelle varietà -il Salix alba, il trianda e il purpurea  (quello che cresce nella mia campagna)- i cui rametti flessibili, decorticati dopo una lunga macerazione, venivano utilizzati, come d’altronde ancora oggi, per la fabbricazione di cesti, di panieri e di ogni tipo di legacci. Vimen ha ispirato anche il nome di uno dei colli di Roma, il Viminale, così detto perchè un tempo era ricoperto di salici. Già in passato si usava la sua corteccia per combattere la febbre e le malattie dovute all’umidità, in particolare i reumatismi, pratica che aveva un fondamento, visto che dalla salicina si produce l’acido acetilsalicilico che è alla base dell’aspirina.
Nell’immaginario popolare l’albero è diventato l’emblema del Ricordo nostalgico, della Malinconia, del Compianto, per via dei sui rami cadenti quasi fino a terra e delle sue foglie pendule che evocano le lacrime, infatti ad una persona addolorata si suole dire:. Fonte Alfredo Cattabiani