Cucito creativo: la zucca!!! Creative sewing: pumpkin!!!

Ho realizzato questa zucchetta con dei ritagli di stoffa  che fanno parte dei campionari di tessuti per l’arredamento.

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I made this pumpkin with scraps of cloth.

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Per la foglia ho ricamato le venature con la macchina per cucire, per il picciolo ho utilizzato la cannella,

The veins of the leaf I made with the sewing machine, for the petiole I used cinnamon,

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Per il fondo, invece ho riutilizzato un bottone ricoperto di una mia vecchia poltrona.

For the bottom, I reused a button fabric with my old chair.

 

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La più celebre zucca della letteratura occidentale è quella che appare in Cenerentola di Charles Perrault. La fiaba che anche l’allegoria di una rinascita dagli inferi al cielo, o dal passaggio dalla luna nera e cinerina alla luna piena, riflette il simbolismo della zucca che, con i suoi molti semi, fu considerata sin dall’antichità, in Occidente come in Oriente, simbolo della Resurrezione dei morti: tant’è vero che nelle antiche tombe del Württenberg si sono trovate noci, nocciole e zucche, considerate eccellenti viatici per rinascere, per salire al cielo. Non a caso, nella festa di Hallowe’en si svuotano le zucche e, dopo averle trasformate in mostruose teste, illuminate da un lumino acceso al loro interno, si sistemano sui davanzali o agli angoli delle vie per rappresentare l’arrivo dei morti nella notte che fra i Celti segnava il Capodanno. Ateneo riferisce che nella città greca di Sicione si adorava una dea delle zucche sotto il nome di Kolokasìa Athenâi: Siccome Atena è un altro nome della Luna, è evidente come la zucca sia consacrata alla Grande Madre e simboleggi anche l’abbondanza e fecondità, prosperità e buona salute.

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Di zucche (appartenenti al genere Cucurbita della famiglia delle Cucurbitaceae) ve ne sono infinite specie provenienti da varie parti del mondo, con forme diverse e spesso bizzarre. Sono state usate per ricavarne oggetti decorativi, quali cestini da tavolo, scatole, soprammobili e utensili vari. D’altronde fin dall’antichità le zucche vuote si usavano per trasportare vino, acqua o sale, ma anche come galleggianti a uso di persone inesperte nel nuoto. In Europa la zucca tondeggiante ha evocato la testa umana, tant’è vero che si suole dire: “Fa freddo copriti la zucca”, “Si grattava la zucca”, “Ha battuto la zucca”, “Guarda quell’uomo con la zucca pelata”. Da zucca, nell’accezione di capo, è derivata la <zuccata>. Dall’usanza antica, tipica delle famiglie contadine più povere, che trasportavano o tenevano il sale in una zucca svuotata, è nata la locuzione  “Zucca senza sale”, “Aver poco sale in zucca”, “Non è cattivo ma è una zucca vuota”, per indicare una persona con poco senno. Al contrario, “Aver sale in zucca” significa aver senno.          (fonte Alfredo Cattabiani, FLORARIO)

 

 

 

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