Un fiore timido per un profumo regale!

La modesta e piccola viola è un fiore che ha sempre ispirato poeti e scrittori, cosi come Oscar Wilde:<>. O, ancora, Shakespeare nella sua commedia “Sogno di una notte di mezza estate”, che fà della viola del pensiero (Viola tricolor), un fiore che favorisce l’amore, come spiega Oberon raccontando di quel giorno in cui una freccia di Cupido era caduta sulla viola:

Era caduta sopra un fiorellino dell’occidente,
già color del latte
ma ora trascolorato in purpureo
per amorosa piaga;
viola del pensiero è chiamato quel fior dalle fanciulle.
Vanne in cerca: te l’ho mostrato un giorno.
Il succo suo se stilli su ciglia addormentate
a far delirare basta o uomo o donna
che veda la viola al suo risveglio.
Per me, tuttavia, l’idea della viola come fiore romantico è legata a Napoleone o meglio a Josèphine Beauharnais, che quando incontrò per la prima volta Bonaparte gli donò un mazzolino di viole mammole (Viola odorata), con cui aveva adornato il suo vestito.

L’imperatrice adorava questi fiori tanto che ne riempi’ i suoi giardini e li volle ricamati anche sul suo vestito da sposa. Di conseguenza, cosi circondato Napoleone fini con l’adottare le viole come suo fiore ufficiale, tant’è che alla partenza per l’esilio per l’Elba promise di tornare a Parigi ” alla stagione delle viole”; e i bonapartisti ne fecero il loro simbolo contrapponendolo ai gigli dei Borboni. Ad un certo punto della storia entra in scena Maria Luigia, seconda moglie di Napoleone, che amò la violetta e divenuta Duchessa di Parma si occupò personalmente della sua coltivazione nell’Orto Botanico da lei voluto.. A Maria Luigia ed al suo amore per questo fiore si deve l’esistenza del profumo ” Violetta di Parma”, fu lei ad incorraggiare e a sostenere le ricerche dei frati del Convento dell’Annunziata che dopo un lungo e paziente lavoro, riuscirono ad ottenere un’essenza uguale a quella del fiore.Nel 1870 Ludovico Borsari incominciò a produrre il profumo su scala industriale divenendo noto in tutto il mondo.
Come una novella Maria Luigia stamani, anch’io sono andata per violette.

Nel linguaggio dei fiori ottocentesco la viola del pensiero voleva dire: ,Il nome non è altro che la traduzione locale della parola francese pensèe, pensiero, la viola mammola significava Modestia, Onestà e Pudore, la bianca Candore.

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